(Massimo Frontera, Il Sole 24 ORE – Estratto da “Quotidiano Edilizia e Territorio”, 17 novembre
2017)

Ieri il passaggio in conferenza unificata dello schema di decreto firmato dalla ministra Fedeli. De Filippo (Miur): Entro fine anno le risorse saranno nelle casse delle regioni.
Nelle casse delle Regioni sono in arrivo ulteriori ‐ consistenti ‐ risorse da destinare alla messa in sicurezza delle scuole. Risorse che arrivano dal maxi‐fondo di 46 miliardi gestito dalla Presidenza del Consiglio (istituito dalla legge di Bilancio, n.232/2016, articolo 1, comma 140). Ieri, nella seduta della conferenza unificata, lo schema di decreto firmato dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha ricevuto il necessario parere, e ora prosegue l’iter che lo porterà alla pubblicazione in «Gazzetta».
«È un passo molto importante perché distribuiamo un altro miliardo di euro alle scuole italiane, risorse che entro la fine dell’anno saranno nelle casse delle Regioni», ha sottolineato il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo al termine della seduta della conferenza unificata.
Il riparto regionale di 1,058 miliardi del maxi‐fondo vede al primo posto la Campania (quasi 149 milioni di euro), seguita dall’Emilia Romagna (con 94,4 milioni) e dalla Calabria (con 87,5 milioni). All’ultimo posto il Molise, con 17 milioni di euro. I fondi fanno riferimento a due distinti capitoli di bilancio, e relative destinazioni. Nel capitolo più consistente ci sono 772,7 milioni nel triennio (di cui 242,7 circa nel 2017). Questi soldi sono riservati (per espressa indicazione del Dpcm del 21 luglio scorso) a interventi per la prevenzione del rischio sismico nelle scuole. Nel secondo capitolo sono iscritte risorse per 285,6 milioni nel triennio (48,2 milioni nell’annualità 2017) con la generica destinazione all’edilizia scolastica. In tutto, per l’annualità 2017 ci sono 251 milioni.
La conferenza unificata ha invece deciso il rinvio per il parere relativo allo schema di Dm Economia (concerto Miur e Mit) sulla programmazione 2018‐2020 dell’edilizia scolastica, con un budget di previsione indicato in 1,7 miliardi. Le Province, contrarie all’impostazione del testo, hanno chiesto una maggiore quota di risorse alle scuole da loro gestite. «Da parte delle province ‐ informa De Filippo ‐ è arrivata la richiesta di un riequilibrio della programmazione a loro favore; ma si tratta di una programmazione di competenza delle Regioni e noi non possiamo incidere su queste scelte». Tuttavia, informa sempre il sottosegretario, su questo tema, è stata data la disponibilità ad aprire un tavolo con l’Upi già la prossima settimana. Sempre la prossima settimana, lo schema di decreto sulla programmazione potrebbe essere nuovamente inserito nell’ordine del giorno della prossima seduta dell’Unificata.
«Le Province ‐ ha detto il presidente dell’Upi Achille Variati ‐ chiedono che il 30% degli 1,7 miliardi del Fondo 2018‐2020 per l’edilizia scolastica sia destinato alle medie superiori, anche perché negli ultimi 3 anni non è stato fatto praticamente nulla: parliamo di 2,5 milioni di studenti ‐ il 30% della popolazione scolastica italiana, che evidentemente è stato penalizzato per tagliare i soldi alle Province ‐ che passano molte ore della loro giornata in edifici che per il 90% sono privi di antisismica e per il 70% di certificazione antincendio».

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