Gli italiani sono un popolo che si preoccupa molto ma poi non si ricorda di stipulare la polizza contro gli incendi. Se infatti continuano a essere pubblicati studi sulle preoccupazioni sanitarie, previdenziali e ambientali (si veda l’altro articolo in pagina), guardando alla diffusione di polizze si scopre che manca ancora il concetto di prevenzione del rischio sui beni più esposti. L’ennesima conferma arriva dall’ultimo focus di Ania sulle protezioni delle abitazioni dagli incendi e dalle catastrofi naturali delle abitazioni civili.

Nel Paese in cui l’80% dei nuclei familiari possiede un immobile e dove il mattone rappresenta, per la maggior parte delle famiglie, la forma più rilevante di investimento, solo il 46% delle unità abitative è coperto da una polizza assicurativa contro l’incendio e, quasi in un caso su cinque, si tratta di coperture obbligatorie collegate al mutuo utilizzato per acquistare la casa e a favore della banca che ha concesso il prestito.

La carenza di garanzie assicurative è ancora più marcata in alcune regioni del Sud Italia, dove la percentuale di chi si assicura scende drasticamente tra il 10% e il 20%.

Inoltre lo studio precisa che, nonostante il 75% delle abitazioni sia esposto a un rischio significativo di calamità naturali, poco più del 3% delle stesse viene protetto da una polizza contro questi eventi. Resta un valore molto contenuto ma che negli ultimi anni è costantemente cresciuto (era praticamente nullo appena dieci anni fa). A questo effetto positivo ha contribuito anche la norma che, a decorrere dal 2018, ha previsto sia l’esenzione dell’imposta fiscale sui premi per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi, sia la detrazione al 19% di tali premi ai fini Irpef. L’analisi Ania ha censito 9,7 milioni di polizze attive al 31 marzo 2019 (in aumento del 7,1% rispetto alla precedente rilevazione del marzo 2018) e del 12,1%, se confrontato con settembre 2016. A fronte di queste polizze risultavano somme assicurate pari a 3.640 miliardi di euro, valore in aumento dell’8% rispetto al 2018 e del 9% rispetto al 2016.

da UMAN 24 numero 34
(Il Sole 24 ORE – Estratto da “Plus24”, 9 novembre 2019)

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